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associazione torre

Un discorso a parte merita la frazione de “La Torre”. È infatti ormai accertato che la località posta a circa 2 Km dal capoluogo, possa identificarsi con l’antica Giovedìa, il cui toponimo rimanda all’esistenza presunta di un tempio di Giove e quindi all’età romana. Con il passaggio dei nostri territori alla S. Sede, la Torre diventa possedimento fondiario amministrato dalla Camera apostolica fino al 1780. anno in cui il papa cesenate Braschi, Pio VII, la concede in enfiteusi ai nipoti. Nel 1828 la proprietà passa al duca di fresca nobiltà don Giovanni Torlonia, già ricco banchiere e prosciugatore del lago Fucino. Il principe Alessandro Torlonia, accorto continuatore dell’opera del padre, trasforma la Torre in una grande tenuta di 145 poderi e restaura l’imponente villa gentilizia detta appunto “Torre”, posta al centro del possedimento.

La Torre é intimamente legata al ricordo e alla poesia di Giovanni Pascoli che qui vive gli anni felici dell’infanzia fino alla morte del padre Ruggero, ucciso in circostanze misteriose il 10 agosto 1867. Ruggero Pascoli era succeduto nell’amministrazione della tenuta allo zio Giovanni.

Più tardi regge la tenuta l’ing. Leopoldo Tosi, riminese, agronomo di fama a cui si deve la selezione della razza bovina gentile romagnola. Con i Torlonia la Torre diventa una azienda agricola modello e continua a fiorire sino alla fine della seconda guerra mondiale. Alla morte di don Giovanni, i nipoti vendono la proprietà che diventa per questo, nei primi anni Cinquanta, teatro di grandi lotte contadine volte ad impedire lo smembramento della tenuta. I poderi sono acquisiti da singoli e per la Torre inizia il declino.

La Torre (il compendio)

 

Ovvero la grande fattoria Torlonia, posta all’estremo limite di San Mauro, costituita da un complesso di edifici tra i quali primeggia quello padronale, il manufatto principale, punto di riferimento dell’organizzazione urbanistica dell’intera tenuta, conserva un impianto tardo-settecentesco anche se innestato su preesistenze di minori dimensioni. È costituito da corpi diversi, sorti in funzione delle varie attività della tenuta, disposti simmetricamente rispetto al fabbricato centrale che si chiude ad anello intorno ad una area cortilizia interna.

Nel 1974 il Ministero della Pubblica Istruzione ha dichiarato il manufatto di particolare interesse storico sottoponendolo a tutela, come caratteristico ed ormai raro esempio di villa romagnola del XVII/XVIII secolo “..Per il singolare impianto planimetrico della costruzione centrale, lo splendido portone settecentesco, e la torretta che sottolineava l’ingresso principale del complesso.

Il palazzo ha ai lati, sporgenti in avanti, due costruzioni minori: l’una serviva come abitazione del fattore (della famiglia Pascoli dal 1862 al 1867), come asilo per gli attrezzi e magazzino per i prodotti agricoli; l’altra è la chiesetta dei SS, Pietro e Paolo, di fattura ottocentesca ma di origini ben più antiche e dove ancora si celebrano Messe.

Oggi la Torre si appresta ad una nuova vita. L’operato del Comune e della Regione, i contributi del Ministero Beni Culturali, la stanno sottraendo ad un stato di incuria in cui é stata a lungo lasciata da proprietari privati. La Torre è oggetto di consistenti restauri; idee e progetti sul suo futuro vanno prendendo consistenza e le varie ipotesi sulla sua destinazione d’uso prevedono che essa divenga anche il cuore rinnovato delle vocazioni della nostra cittadina.

 

Tratto dall’opuscolo S. Mauro Pascoli breve guida alla visita

Testo di Susanna Calandrini

 

2018  ASSOCIAZIONE TORRE